Anteprima del libro sull’antica Cales del prof. Stanislao Femiano

August 2nd, 2007

CAPITOLO I
Inquadramento topografico

Nel tenimento comunale di Calvi Risorta, provincia di Caserta, nella Campania Nord-Occidentale, al Km 187 della S.S. Casilina, si conserva il toponimo Calvi Vecchia, (Punto 279618 della Tavoletta dell’I.G.M., scala I: 25.000 di Pignataro Maggiore IV S.E, del Foglio 172 della Carta d’Italia), ad indicare la superficie di un pianoro tufaceo rettangolare, di 64 ettari circa, delimitato sui lati da profondi fossati artificiali (1), sui cui cigli corrono un circuiti murari difensivi, con almeno quattro fasi riconoscibili (2) e che conserva nelle strade campestri gran parte dell’ impianto urbanistico dell’antica città di Cales (3) (Tav. I).

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LA RICERCA ARCHEOLOGICA A PIGNATARO MAGGIORE

July 21st, 2007

Lo scavo del praedium di età romana, in località San Giorgio

Cales e la Campania settentrionale occupano, da circa centocinquanta anni, un ruolo importante nel quadro delle ricerche archeologiche sul popolamento etrusco, sannitico e romano della regione.
In particolare, la ricerca si è concentrata finora su centri noti dalle fonti antiche e identificati sul terreno grazie alla sopravvivenza dei toponimi e della documentazione epigrafica.
La zona in pianura tra il Volturno e Cales, solo di recente,  per i lavori di costruzione della linea ferroviaria veloce, è stata interessata da estese ricerche che ne hanno chiarito l’assetto del territorio in età romana. Mentre, l’area che si sviluppa ai piedi delle prime colline calcaree del gruppo del Monte Maggiore, tra Val D’Assano, Calvi, Pignataro, Pastorano, Vitulazio, Bellona, Triflisco, non ha ricevuto dalla ricerca archeologica l’attenzione che merita. I materiali antichi noti, vi sono venuti alla luce per scoperte fortuite che poco informano sul popolamento antico d’età preromana e romana.

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Il tempio sul fiume Savone

July 21st, 2007

Nei pressi di Montanaro, nel territorio di Teano, lungo il fiume Savone, tra Sparanise e Teano, in località Ruozzo, si conserva un ricchissimo luogo di culto antico. Il tempio si rinvenne alcuni anni fa, grazie al ritrovamento in superficie di oggetti d’oro; in seguito è stato solo sporadicamente scavato e con scarso metodo scientifico, al punto che la ricerca è consistita nella spoliazione dei materiali e al reinterro frettoloso delle imponenti strutture murarie.
Il santuario si trova su un ampio colle pianeggiante, ritagliato a est dalla valle del Savone, ad ovest da un corso d’acqua minore.
L’area dista pochi chilometri da Cales e Teano.

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Una introduzione a Cales ed al suo territorio

July 19th, 2007

L’immagine del passato si rinnova nella nostra memoria, quando ritroviamo le tracce dei nostri antenati vissuti in tempi lontani.
I resti materiali delle antiche civiltà riportati alla luce dalla ricerca archeologica, offrono, nel loro eloquente silenzio, la conoscenza degli uomini che li produssero, la loro vita, la morte, l’organizzazione sociale e territoriale e tutti gli aspetti della civiltà di cui non ci riferiscono le fonti scritte sopravvissute alla caduta del Mondo Antico.
L’Italia, salvo le eccezioni costituite dai pochi testi scritti su pietra e tavole bronzee, non conobbe l’uso delle tavolette iscritte d’argilla, come nei palazzi statali di area mesopotamica, minoica e micenea, che riferiscono dell’amministrazione delle merci, di accordi politici, di leggi, trattati, miti religiosi,  testi poetici.
La nostra capacità di ricostruire il passato di una città antica come Cales, di cui poco ci informano le fonti scritte antiche, dipende dalla possibilità di interrogare i testi epigrafici parlanti, le strutture urbanistiche e architettoniche sopravvissute al travaglio dei secoli e dalla disponibilità degli oggetti muti  adoperati nella vita quotidiana, per la vita come per la morte e i culti religiosi, che riflettono la mentalità e la cultura di chi li produsse ed adoperò.

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